Repubblica democratica del Congo: Ospedale pediatrico di Kimbondo

Il progetto “Kimbondo Io ci sarò” parte, nella sua fase operativa nel giugno 2009 e nasce dalla constatazione della totale assenza della possibilità di cura e prevenzione odontoiatrica per i bambini della Pediatria.

L’ospedale di Kimbondo, che si trova a 20 chilometri da Kinshasa, ospita oltre 700 bambini tra malati, orfani e abbandonati, è stato fondato negli anni 80 dalla dottoressa Laura Perna (mama Koko), alla quale successivamente si è unito Padre Hugo Rios Diaz, medico e Padre dell’Ordine Clarettiano Cileno, attuale forte figura di riferimento di tutta la struttura.

Il progetto prevedeva la realizzazione di un ambulatorio odontoiatrico nell’Ospedale Pediatrico di Kimbondo, con due unità operative complete e un piccolo laboratorio odontotecnico.

Prevedeva inoltre la cura dei piccoli pazienti, la formazione di personale locale, medici e assistenti alla poltrona, e l’avvio di un programma di prevenzione.

Dal 2009 al 2016 sono stati inviate a Kimbondo equipe di uno o più specialisti con cadenza quasi bimestrale; che oltre ad erogare servizi di tipo professionale per la cura dentale, hanno formato in loco personale medico e tecnico in grado di garantire il corretto funzionamento del presidio stesso in completa autonomia, ed è stato portato a termine il programma di prevenzione e igiene dentale.

Nel 2016, avendo l’ambulatorio di Kimbondo raggiunto la piena autonomia, e gli obiettivi prefissati l’Associazione ha deciso di intraprendere un nuovo progetto.

L’idea prende forma 

Il progetto installazione_1Kimbondo di Giorgia2009 Onlus parte, nella sua fase operativa nel giugno 2009, dopo aver superato la fase progettuale, di sopralluogo, di reperimento di materiale e fondi e di selezione del materiale e della strumentazione tecnica.

Il primo viaggio, che ha visto la partenza di tutti e quinstallazione_6attro i soci fondatori della Onlus, ha avuto una serie di importanti difficoltà pratiche e logistiche a causa degli adeguamenti strutturali della strumentazione e, soprattutto, del grave ritardo con cui è stato possibile disporre di gran parte dei materiali.

… e si concretizza 

Nonostante questi intoppi la prima equipe è riuscita a rendere operativo il dipartimento cosa_abbiamo_trovato_6odontoiatrico riuscendo anche a trattare diverse decine di pazienti e così inaugurare, a pieno titolo il gabinetto di odontoiatria e protesi dell’Ospedale Pediatrico di Kimbondo (RDC).

A questa prima missione si è reso immediatamente necessario un secondo
invio di persone per completare l’opera iniziata nelcosa_abbiamo_trovato_9 mese di  giugno. I soci fondatori Franzin, Brunetti e Nati, dopo un viaggio piuttosto rocambolesco via Addis Ababa e Brazaville, raggiunsero Kinshasa e infine Kimbondo, dove, nonostante il tempo limitatissimo riuscirono a sopperire ai disagi tecnici (corrente elettrica, acqua, compressore etc…) e a trattare in due giorni oltre settanta casi.

Passi da gigante a Kimbondo per Giorgia2009

I pazienti trattati erano chiaramente sprovvisti dei comuni mezzi diagnostici che noi siamo abituati ad utilizzare, non esistevano ortopanoramiche e le cartelle cliniche erano spesso estremamente essenziali, quindi ogni caso veniva  visitato, diagnosticato e possibilmente trattato nella stessa seduta. Tutto questo può rendere l’idea di quanto il lavoro svolto sia stato impegnativo.

A Kimbondo…oggi 

Attualmente, mentre la Onlus continua incessantemente a reperire fondi, materiali e personGiorgia2009onlus_Kimbondo Io ci saro 3e, la parte operativa organizza le missioni bimestrali a Kimbondo. Lì, i nostri piccoli pazienti ci aspettano, ormai ci conoscono, ci chiamano per nome, hanno fiducia in noi, anche i più piccolini che, non conoscendo il francese, ci hanno simpaticamente costretto a imparare qualche parola di Ingala per poter comunicare con loro. E noi siamo lì per tranquillizzarli e rubar loro un sorriso, spesso pieno di “finestrelle”, perché la situazione dentaria di questi bambini è spesso seriamente compromessa.

L’aver toccato con mano questa realtà ci riempie di gioia nel ripartire e anche di una grande responsabilità nel farlo. Siamo coscienti di aver intrapreso una strada difficile, ma siamo certi di poterla percorrere con serietà e forza d’animo, sapendo di essere sostenuti da tante persone.