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Forse la voglia di condividere un po’ del nostro tempo con chi è meno fortunato potrebbe essere un buon motivo, ma dobbiamo essere consapevoli che tra ciò che saremo in grado di dare e ciò che avremo in cambio, la differenza sarà sempre a nostro favore!

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Quello che devi sapere per collaborare con noi

Dove si trova la struttura?
Nella repubblica democratica del Congo, precisamente in un sobborgo a circa 20 km dalla capitale Kinshasa, che si chiama Kimbondo.

E’ una località sicura, ci sono guerra o disordini?
No, nonostante certe “turbolenze” registrate negli anni passati, la zona della capitale è da considerarsi relativamente sicura (come possono essere gli stati del centro Africa).

La struttura è situata in una zona isolata, in un villaggio, è sicura?
La struttura è completamente perimetrata da mura, è un ospedale costruito a padiglioni, con sorveglianza all’interno giorno e notte (non sono armati, servono prevalentemente per scoraggiare eventuali ladruncoli che, in zone di grande povertà sono frequenti).

Che tipo di ospedale è quello di Kimbondo? Da chi è gestito?
La “Pediatria di Kimbondo” è l’unica realtà quasi completamente gratuita nella Repubblica Democratica del Congo. E’ un ospedale che ospita 700 bambini tra malati, orfani e abbandonati. E’ stato fondato dalla dott.ssa Laura Perna (Mama Koko) a cui negli anni si è unito un dottore clarettiano cileno Padre Hugo Rios Diaz, figura che attualmente è il riferimento per tutta la struttura.

Chi è Padre Hugo?
Non è possibile rispondere … lo capirai da solo/a quando avrai la fortuna di conoscerlo personalmente.

Come è finita Giorgia2009 nella pediatria?
Abbiamo presentato il nostro progetto a un’associazione ( l’Agape) che con altre contribuisce al sostentamento della struttura….lì c’era bisogno e lì siamo andati.

Chi e come si può aderire alla vostra iniziativa?
CHI: la nostra richiesta è rivolta a medici dentisti, odontoiatri, odontotecnici e igienisti dentali che possano documentare il loro titolo professionale, che siano disponibili a offrire la loro opera professionale per un periodo minimo di 10 giorni in modo completamente gratuito.
COME, se state leggendo, siete entrati già in contatto.

Che tipo di odontoiatria si dovrebbe praticare e di quali attrezzature potremmo disporre?
Ovviamente tenuto conto della locale realtà, si consiglia di praticare un’odontoiatria di base, che tenda ad alleviare le sofferenze di una parte di popolazione che, per la sua condizione, non avrebbe accesso alle cure.
L’ambulatorio è organizzato con canoni europei, potenzialmente si possono fare tutti i trattamenti: conservativa, endodonzia (badando bene ai tempi di permanenza in loco), estrazioni (in gran quantità), igiene, e anche protesi piccole, protesi mobili con ganci, protesi fissa. Per le protesi il lavoro è così organizzato:
1) preparazione e applicazione provvisorio di lungo periodo
2) presa impronta superiore e inferiore in silicone  (quelli che al momento sono a disposizione)
3) rilevamento colore, se possibile con ausili fotografici. Al vostro ritorno o provvederete voi stessi al confezionamento della protesi stessa o lo farà l’altra equipe che successivamente partirà e si occuperà di fare l’installazione e il controllo.

Dove verremo alloggiati?
All’interno della Pediatria ci sono delle stanze e una mensa dedicate esclusivamente ai volontari e al personale medico.

C’è l’acqua calda, c’è la corrente elettrica? 
L’acqua c’è e in alcune stanze anche calda, la corrente pure, anche se a volte va via per brevi periodi, comunque c’è un grande gruppo elettrogeno da usare con parsimonia visto che è molto costoso.

Cosa mangeremo, e cosa berremo?
La cucina locale è cosi composta e strutturata: la mattina in sala mensa si troverà the, caffè, pane, un succedaneo del burro (margarina in buste) marmellate (dal bagaglio personale o lasciti di precedenti volontari). Verso le 11.00,  la cuoca, Mamma Teres, disporrà sulla tavola gli alimenti che serviranno per pranzo e cena in alcuni recipienti chiusi, normalmente: riso, spaghetti al pomodoro, pollo, pesce, fagioli, ma spesso anche verdure e frutta. Ogni volontario inoltre può contribuire e cimentarsi nella preparazione della cena, facendo conoscere agli altri le proprie doti culinarie!

Da bere, acqua depurata che arriva alla pediatria in contenitori in grande quantità. Essendo molto povera di sali si consiglia l’assunzione di integratori salini. In alternativa è possibile l’acquisto di acqua minerale in bottiglia

Cosa sarà a mio carico?
Il costo del biglietto aereo  (1.000,00 euro circa in funzione dei periodi), le vaccinazioni (obbligatorie), il visto sul passaporto (88.00 euro) dell’ambasciata della Repubblica Democratica del Congo a Roma (ce ne occupiamo noi per i non residenti)
55 dollari per tasse aeroportuali ( pagabili anche in euro) da versare alla dogana al momento del ritorno, vitto, alloggio e trasferimenti da e per l’aeroporto a carico dell’associazione
n.b. (il volontario verrà prelevato direttamente in aeroporto da una jeep ambulanza che gode dello status di auto diplomatica).

Che malattie ci sono…di che strumenti/presidi dispongo per cautelare la mia persona e i miei pazienti?
La malattia più frequente è la malaria, motivo per cui si deve fare la profilassi durante il soggiorno.
Lariam: passato dal  Servizio Sanitario Nazionale.
Malarone: costo circa 60,00 euro a scatola. Ogni volontario potrà decidere quale dei due farmaci adottare, previa informazione presso l’Ufficio d’Igiene.

Come in tutti i paesi centro africani  (e non solo), nella R.D.C. è presente l’HIV, anche se non eccessivo nei numeri, l’epatite nelle sue classificazioni è presente in piccole percentuali, la tubercolosi è frequente soprattutto nei bambini (c’è un padiglione dedicato).

Nell’ambulatorio si dispone di sterilizzanti a freddo per superfici e strumenti, di autoclavi, di stufette Pasteur, oltre che di materiale monouso, mascherine di varia grandezza e forma, guanti, occhiali, camici monouso, calzari, copricapo, strumenti in buona quantità… e la fede!

Perché e con quale mentalità, un professionista dovrebbe avvicinarsi a una simile missione?

Il perché? Ognuno di noi ne ha uno …. Forse la voglia di condividere un po’ del nostro tempo con chi è meno fortunato potrebbe essere un buon motivo, ma dobbiamo essere consapevoli che tra ciò che saremo in grado di dare e ciò che avremo in cambio, la differenza sarà sempre a nostro favore! La mentalità ottimale è quella di chi non vuole coltivare il proprio “super io”, non giovano atteggiamenti di superiorità. Paga invece la capacità di ascoltare, di comunicare, di apprendere, e soprattutto quella di mettersi a disposizione.

Unisciti a noi, il tuo contributo è prezioso!