Author: Francesco Andaloro (page 1 of 3)

L’Old Rugby Messina Social Club incontra la solidarietà – Il Cittadino di Messina

7-8 dicembre ricca due giorni di cultura sportiva, agonismo e solidarietà con una raccolta a favore dei bambini del Togo

L’Old Rugby Messina Social Club incontra la solidarietà

 
“Il calcio è un gioco da gentiluomini giocato da bestie, il rugby è uno sport bestiale giocato da gentiluomini”. Un vecchio adagio che mette in correlazione due tra i più popolari sport europei: la classe, l’istinto solidale, lo sport come palestra di vita contraddistinguono il rugby come autentico percorso formativo al di là di un discorso prettamente agonistico. Questi i temi che animeranno mercoledì 7 e giovedì 8 dicembre una due giorni di incontri e gare organizzata dall’Old Rugby Messina Social Club, un’associazione che mira a difendere e trasmettere gli immortali valori di questo sport in un fertile e continuo viaggio ideale tra le generazioni; l’iniziativa è sostenuta dal Comitato Regionale Sicilia Rugby. Primo appuntamento mercoledì al Palacultura (ore 17.30) con un approfondito dibattito su sport, formazione e solidarietà strutturato in due parti: la prima, intitolataPiccoli atleti oggi, donne e uomini di domani: i valori formativi dello Sport, più vicina ai temi propriamente agonistici, la seconda, dal titolo Agoenjive, noi ci siamo, legata ai temi della solidarietà con la presentazione del progetto curato dall’associazione Giorgia 2009 onlus per la realizzazione di un ambulatorio odontoiatrico in Togo. In programma gli interventi di Pino De Lorenzo (presidente Old Rugby Messina), Nino Interdonato (vice presidente del Consiglio comunale ed ex rugbista), Orazio Arancio (presidente regionale FIR), Nino Micali (presidente CUS Messina), Giancarlo Franzin (presidente Giorgia 2009 onlus), Marco Matarese (consigliere culturale AISO – Associazione Italiana Studenti Odontoiatrici), Massimo Calapaj (vice presidente nazionale dell’Accademia di Odontoiatria Microscopica), Cinzia Familiari (presidente nazionale ANDI – Associazione Nazionale Dentisti Italiani), David Rizzo (presidente provinciale AIO – Associazione Italiana Odontoiatri), Fabrizio Vigorita (direttore Banca Antonello) con i saluti istituzionali dell’on. Giuseppe Picciolo (anche chirurgo maxillo-facciale e odontoiatra); modera il dibattito il giornalista Domenico Colosi. Correlata al convegno una fondamentale raccolta fondi a cura dell’Old Messina per l’acquisto di grembiuli destinati ad oltre mille studenti togolesi.
Sport in primo piano anche giovedì 8 (a partire dalle ore 9) con il XXVI Torneo dell’Immacolata, ospitato nel campo sportivo di Sperone. In programma minicompetizioni che vedranno come protagonisti i giovani del settore Propaganda Under 6 e 8 anni con il Raggruppamento Federale Under 10 e 12. A seguire tornei anche per il Raggruppamento Femminile Under 14, per gli Old e per le squadre femminili. Anche nella giornata dell’Immacolata sarà possibile effettuare una donazione per il progetto Adotta un grembiule per i bambini di Agoenjive.
martedì 6 dicembre 2016

 

Agosto 2016 La missione di Francesco e Gabriella

La nostra missione rivolta ai soggetti più deboli

Lasciamo solo poche parole per descrivere la nostra missione

i nostri piccoli pazienti visitati in casa e altri in attesa davanti alla dentisterie

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Uno degli obiettivi di Giorgia 2009: la formazione del personale in loco

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La piccola paziente dopo essere stata preparata aspetta il Doc per la visita

I pazienti sono così tranquilli con i dentisti di Giorgia2009 che fanno un pisolino prima di entrare e si dedicano ad una pausa relax

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I bambini in cammino verso la dentisterie

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Le parole che ci hanno accompagnato durante tutta la nostra missione

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Addio Mama Koko ! L’improvisa scomparsa di Laura Perna (per tutti Mamma Koko) fondatrice di Kimbondo

La tristezza dei nostri associati nella lettera inviata a Padre Hugo, cofondatore e successore nel progetto di assistenza iniziato dalla pediatra italiana nel 1989:

Carissimo Padre Hugo,

a noi tutti dispiace che la TUA mamma che è diventata anche la nostra, coinvolgendoci nel suo amore per i bimbi, non ti sia più accanto nel tempo umano, ma sappiamo bene che resta comunque presente ad aiutarci e a semplificarci quando a noi tutto pare troppo difficile o ci sentiamo piccoli e inadeguati. E’ stata una grandissima mamma, dotata di forza, intelligenza, cultura e amore infiniti, una Dottoressa e una Signora che ha magnificato il Creato sfruttando tutti i suoi talenti, una Donna che ha continuato la creazione dandole una ragion d’essere, trasformando il disagio in armonia con la sua scelta. Adesso naturalmente potrà intervenire in modo più compiuto, la sua determinazione a rendere felici e sereni sarà aiutata direttamente dalla Provvidenza e dall’Onnipotenza di Dio, e sarà con i suoi Angeli che suggerirà come portare avanti il lavoro che ha cominciato. Ma, caro Padre Hugo, è te che amerà e aiuterà sempre, e non si discosterà dal tuo fianco, perché le hai voluto bene e sei stato la sua speranza e la sua gioia, e una mamma non può, neanche in Paradiso, cambiare il bene infinito che vuole ad un figlio e che passa il tempo e lo spazio diventando eterno e quindi più lungimirante e potente.

D’ora in avanti caro Padre Hugo, i tuoi bimbi staranno sempre meglio e tu avrai tutta la soddisfazione e la serenità che la tua mamma ti potrà dare, con la Madonna che le vorrà tanto bene, e la stringerà a sé, nuovamente, per confortarla e sconfiggere insieme il dolore ed il male. E non ti sentirai mai solo, perché se ci sarà bisogno di miracoli, come spesso alle mamme è richiesto, li farà, e sicuramente meglio e in modo più importante.

Con tutto il nostro affetto, ringraziandoti di averle voluto bene e creduto in lei, e di avere avuto anche la pazienza e la sollecitudine che le mamme, anche le migliori, richiedono, ti siamo vicini e vogliamo che tu sia felice sereno e tranquillo con questa grande Alleata vicinissima a te.

Ti abbracciamo unendo le nostre preghiere, per un mondo di libertà che ama.

Giorgia2009onlus

Giancarlo, Antonio, Bruno, Adriano, Antonio, Giovanbattista, Nicoletta, Roberto, Cinzia, Luca, Marco, Gianni, Raffaele, Aldo, Diego e Francesco

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Articolo del Resto del Carlino di Bologna del 22/10/2015

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Partecipa anche tu alla cena di solidarietà Sabato 7 Novembre 2015

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Sala parrochiale della chiesa di Santa Maria di Ponte Ronca

Via Savonarola 2 40069 Zola Predosa (BO)

Per informazioni Nicoletta 335249382 – nicoletta.cetrullo@gmail.com / Roberto 3470076152 edaduas.rr@libero.it

Il ricavato sarà interamente devoluto all’acquisto di nuove attrezzature per l’ambulatorio odontoiatrico della Pediatria di Kimbondo, Congo RDC

“Kimbondo… io ci sarò” a cura della Dott.ssa Nicoletta Cetrullo

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Dott.ssa Nicoletta Cetrullo

Chi è svantaggiato non chiede perchè non sa. Chi è svantaggiato vive la sua condizione come se fosse normalità, che normalità non è, chi è svantaggiato ha bisogno di aiuto, ma soprattutto ha bisogno di imparare a vivere in modo autonomo e protagonista del proprio futuro. E con questo pensiero che e nata Giorgia 2009 onlus, una piccola associazione, costituita da odontoiatri e odontotecnici che provengono da diverse regioni italiane, che hanno in comune il desiderio di mettere a disposizione parte del Loro tempo e dette Loro energie a popolazioni per tre quarti l’accesso a cure odontoiatriche è praticamente impossibile. E’ importante specificare che è una associazione organizzata in modo totalmente orizzontale, si può affermare di amici, che insieme lavorano per un unico fine e che tra di loro costantemente si confrontano. Il progetto ’’Kimbondo…io ci sarò” nasce dall’incontro tra i quattro soci fondatori dell’associazione con l’AGAPE onlus, che già da diversi anni sostiene la Fondazione Pediatrica di Kimbondo, un ospedale pediatrico ubicato a circa 30 Km da Kinshasa nella Repubblica democratica del Congo.

La Pediatria di Kimbondo è stata fondata circa quarant’anni fa da una neuropediatra di Siena, la dottoressa Laura Perna, oggi universalmente conosciuta come Mama Koko, la cui opera prosegue per mano di Padre Hugo Rios, pediatra e missionario cileno, che, nel tempo, ha incrementato sia l’attività ospedaliera che quella di accoglienza per i bambini senza famiglia. Attualmente la pediatria accoglie circa settecento bambini orfani di tutte le età ai quali è assicurata protezione ed assistenza e educazione scolastica.

La constatazione dell’assenza della possibilità di cure odontoiatriche per i bambini della Pediatria è stata lo spunto per la nascita di un nuovo progetto: la realizzazione di un ambulatorio odontoiatrico attrezzato con canoni europei e di un piccolo laboratorio odontotecnico all’interno dell’ospedale e soprattutto la formazione di personale medico Congolese che nel tempo potesse gestire l’ambulatorio in modo autonomo. Cosi e nata la ’’dentisterie”, circa sei anni fa: in questi anni si sono succedute le missioni degli associati di Giorgia2009, che con le loro sole forze e con molto entusiasmo, hanno incrementato l’attività dell’ambulatorio, rivolgendosi primariamente ai bambini, ma anche agli adulti che lavorano all’interno dell’ospedale e alla popolazione che vive nei dintorni. L’obiettivo più importante è stato comunque la formazione del dottor Aime Tschutembo, medico già impiegato all’interno dell’ospedale che oggi è pienamente in grado di praticare cure odontoiatriche di base anche in assenza delta missione italiana. Attualmente possiamo affermare che l’ambulatorio è diventato un punto di riferimento per la popolazione locale, che vi si rivolge in modo continuativo, non essendoci altre possibilità di assistenza odontoiatrica nel raggio di diversi kilometri.

L’attività clinica dell’ambulatorio è essenzialmente, come già specificato, un’odontoiatria di base, quindi conservativa, endodonzia, chirurgia orate e protesi mobile quando presenti gli odontotecnici italiani; un’attenzione particolare e rivolta alla prevenzione per i bambini residenti all’interno della pediatra. A questo proposito nel 2014 e stato realizzato un progetto di preven­zione che ha coinvolto tutti i bambini: oggi tutti i bambini sono forniti di spazzolino e dentifricio e tutti i giorni spazzolano i denti sotto la supervisione degli adulti. A tutti è stata spiegata l’importanza del mantenimento dell’igiene orale tramite lezioni frontali e fornitura di materiate iconografico educativo.

Il risultato è stato un netto miglioramento delta salute orale almeno in alcune fasce di età e una riduzione delta necessita di intervento; ma Giorgia 2009 non vuole fermarsi e sono ancora molti gli obiettivi da raggiungere sia da un punto di vista clinico che organizzativo: migliorare le possibilità di intervento sui bambini più piccoli e sui disabili, la cui carenza di collaborazione spesso rende complicate le terapie, proseguire nella formazione del medico Congolese e rinnovare le attrezzature dell’ambulatorio. Inoltre, è allo studio la possibilità di formare un odontotecnico, in modo che l’attività protesica possa continuare anche in assenza delta missione italiana. L’obiettivo più importante infatti è il raggiungimento della completa autonomia sia clinica che amministrativa della struttura, nella consapevolezza che questi progetti siano destinati net tempo al fallimento se non si creano le possibilità per una completa autogestione.

Per raggiungere i nuovi obiettivi, Giorgia 2009 onlus non ha solo necessità di sostegno economico, necessario per rinnovare le attrezzature e per l’acquisto dei materiali, ma in questa sede si rivolge soprattutto a medici ed odontotecnici che abbiano il desiderio di trascorrere una vacanza diversa, di dedicare una decina di giorni alla cura dei bambini di Kimbondo e di vivere un’esperienza unica sia da un punto di vita umano che professionale. L’impegno sarà ricompensato dallo splendido sorriso dei bambini di Kimbondo. La sistemazione per i volontari è buona e nonostante si tratti di un paese caratterizzato da condizioni sociali critiche l’ospedale è un luogo sicuro e vigilato: le missioni hanno normalmente una durata di circa una decina di giorni e sono assicurati i trasferimenti da e per l’aeroporto. Una decina di giorni che, vivendo l’esperienza di medico volontario, possono cambiare la vita ai medici che decideranno di mettersi in gioco associandosi a Giorgia2009 onlus, dieci giorni che per l’associazione significano poter disporre di più risorse, di più specialisti che, con le loro competenze, possono contribuire a curare un maggior numero di bambini e di adulti e collaborare alla formazione del personate sanitario Congolese.

La missione di agosto 2015 nel racconto di Bruno e Adriano.

La missione di agosto 2015 nel racconto di Bruno e Adriano.

   “..... arriviamo a Kinshasa e abbiamo la prima sorpresa. Il nuovo terminal, finalmente con criteri moderni e funzionali, ci accoglie con la civetteria tipica delle cose appena inaugurate. Pensiamo di aver finalmente risolto tutti i problemi legati all’inefficienza storica dei congolesi e, visto che sono le cinque del mattino ed in aeroporto non ci sono altri voli oltre il nostro, cominciamo ad assaporare il piacere di una doccia e del primo giorno di lavoro, che contiamo di iniziare appena arrivati a Kimbondo. Purtroppo  abbiamo fatto i conti senza l’oste. La modernizzazione dell’aeroporto infatti non va di pari passo con l’efficienza dei servizi. Aspettiamo circa tre ore i bagagli che vengono ancora scaricati a mano e sconvolti dalla stanchezza iniziamo a rimpiangere l’aeroporto di Fiumicino, dove le attese per le valigie sono normalmente contenute nell’ora e mezza. Padre Hugo, che ci è venuto personalmente a prendere ed è arrivato in aeroporto alle tre di notte, ci guarda sconsolato al di là del vetro, cercando di capire, come noi, con gli occhi, se  le borse che stanno scaricando siano le nostre. La  fortuna che ci accompagna da sempre fa sì che i nostri bagagli siano, ovviamente, tra gli ultimi ad essere scaricati e la sola idea di perdere un’altra ora al controllo doganale, fa innervosire Adriano che comincia ad imprecare in un linguaggio assolutamente incomprensibile. L’addetto ai passaporti deve rendersi conto della  stanchezza che ci ha assalito nell’attesa, dall’aspetto dei nostri volti. Forse preoccupato dalle occhiaie  o dal brontolio sommesso di Adriano, si limita ad un interrogatorio più breve del solito. Dopo solo mezzora riusciamo finalmente ad abbracciare Padre Hugo, che nel frattempo si è organizzato e ci accoglie offrendoci un thè ed un caffè caldi. Lungo la strada che dall’aeroporto ci conduce a Kimbondo, abbiamo modo di ammirare i cambiamenti che in un solo anno hanno modificato radicalmente l’impatto con la capitale africana. Una strada moderna  a dieci corsie, con tanto di spartitraffico in cemento, illuminato con luci azzurrine al led, segna il percorso che ci divide dal centro città, che va animandosi del solito convulso via vai di gente. Ai lati della moderna via non ci sono più le solite baracche e gli innumerevoli negozietti che  caratterizzavano la vecchia strada, in parte sterrata. Hugo approfitta del nostro ritardo per sbrigare le sue solite incombenze e ci porta a spasso per tutta la mattina. Finalmente, dopo quasi 24 ore dalla nostra partenza, raggiungiamo l’ospedale.
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         Qui  ci accoglie  il caldo abbraccio di tutti coloro che ormai sono diventati nostri amici. Willi, Fiston, Joste, Madlen sono tra i primi che incontriamo e ci salutano come se ci fossimo lasciati  da solo una settimana. Negli alloggi dei volontari rincontriamo Agnese che è in visita da Kinta e cominciamo a progettare la nostra visita al villaggio. Alle due di pomeriggio crolliamo sfiniti dal sonno, senza neanche aver aperto  le valigie. Nei giorni successivi ci diamo da fare come al solito, con i soliti problemi e con nuove difficoltà, dovute al fatto che nè Aimè nè Raissa sono accanto a noi nel lavoro quotidiano. Aimè è spesso impegnato nei turni di notte e al mattino non si regge in piedi e non è in condizione di darci una mano. Raissa è fuori con i bimbi in un campo estivo e la vedremo solo due giorni durante la nostra permanenza. Questo ci crea non pochi problemi con la lingua francese, che sia io che Adriano parliamo con difficoltà, anche se dopo qualche giorno, forse per una specie di miracolo, ci rendiamo conto che, nostro malgrado, abbiamo imparato molto di più di quanto pensavamo. Fra mille risate, qualche suggerimento e molte correzioni, alla fine sembriamo due francesi con un handicap vocale, ma in grado di farci capire.  I giorni della prima settimana passano veloci fra una festa di compleanno e qualche scherzo con i volontari delle altre associazioni, alcuni dei quali sono  vecchi amici che ci fa sempre piacere rivedere. Durante questo periodo abbiamo modo di programmare la spedizione a Kinta. Con lo stupore tipico dei bambini abbiamo preso confidenza con la nuova apparecchiatura mobile che ci consentirà, per la prima volta, di portare le cure ai villaggi. E la preparazione del viaggio ci rende eccitati come scolari di fronte ad una interrogazione. La partenza è prevista per il lunedì successivo. Hugo ci grazia e non ci costringe a partire come al solito alle quattro di mattina.
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      Alle nove carichiamo la jeep con due valigie ricolme di strumenti e materiali, l’apparecchiatura mobile e una tanica di gasolio per il compressore, che ci fornirà l’energia necessaria e che accompagnerà il nostro viaggio con le esalazioni caratteristiche dei derivati del petrolio. Con noi ci  sono Emanuela e Graziano, due volontari di un’altra associazione che si sono offerti di accompagnarci e darci una mano. Dopo quattro ore di viaggio, l’ultima delle quali percorsa fuori strada, nella savana, fra sobbalzi e buche, arriviamo a Kinta. Il tempo di mangiare un panino e ci tuffiamo in questa nuova avventura. Arriviamo alla scuola, l’unico posto dove pensiamo sia possibile lavorare e cominciamo freneticamente ad allestire l’ambulatorio portatile. Alle due siamo operativi e come d’incanto vediamo arrivare da lontano gente a piedi. Sono giovani ed adulti e si muovono tra le sterpaglie della savana come leoni o gazzelle, con andature felpate ma efficaci. In pochi minuti la scuola si riempie di persone. All’inizio imprechiamo un po’ con il riunito portatile, poi, dopo qualche tentativo, capiamo come ottimizzare l’utilizzo e partiamo a testa bassa con le cure. Abbiamo bisogno di qualcuno che sostenga le teste dei pazienti e gli abitanti del villaggio fanno a gara per darci una mano.  Il primo paziente è un giovane di poco più di vent’anni, che ha il terrore anche solo guardando gli strumenti. Deve fare la sua prima estrazione e tutti ci guardano con un misto di diffidenza e soggezione. Quella speciale atmosfera ci mette nella condizione di essere concentrati come se stessimo facendo un trapianto di reni. Il sorriso di sollievo del paziente e l’applauso di tutti i presenti, valgono come il boato di centomila persone allo stadio. Ci gasiamo come mai prima di allora e fino al tramonto non ci fermiamo più, neanche per un attimo. La serata al villaggio, a lume di candela, passa tra un saggio di ragazzi, una splendida pastasciutta e mille chiacchiere che si protraggono fino a notte fonda. Andiamo a dormire accompagnati dai rumori della savana e dall’odore acre di un incendio gigantesco che vediamo venirci incontro da lontano. Ci spiegano che non c’è problema in quanto fra noi ed il fronte di fuoco c’è il fiume. E un serpentello dal corpo bianco, che rimane immobile di fronte a noi, ci fa capire che non serve preoccuparsi. Da queste parti si può morire in molti modi. La mattina successiva riprendiamo presto a lavorare, perchè nel pomeriggio dobbiamo fare rientro a Kimbondo. L’impegno è massimo e alla fine riusciamo a visitare e curare tutti quelli che si sono presentati, circa 20 pazienti.  A mezzogiorno e mezzo smontiamo l’improvvisato ambulatorio e ci rimettiamo in viaggio.
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             Il ritorno passa lentamente, con la testa rivolta, come al solito, al pensiero di quello che è stato. E come sempre c’è il dispiacere di non essere riusciti a fare tutto quello che si dovrebbe e potrebbe fare e la consapevole amarezza di essere stati utili come un grano di sabbia su una spiaggia deserta, ma con la sensazione di aver cominciato qualcosa che, comunque vadano le cose,  avrà un futuro. Gli ultimi giorni all’ospedale sono passati in un lampo. Neanche il tempo di accorgersene ed è arrivato il momento di lasciarsi. E, come sempre, quello è stato il momento più difficile. Ancora una volta la sensazione di qualcosa che si lacera, che ti provoca dolore. E ti salva solo il pensiero che  l’anno prossimo saremo ancora qui. Tra amici.
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2° torneo di beneficienza di rugby

Si è concluso il 13 giugno a Roma il  2° torneo di beneficenza di rugby dedicato a Giorgia2009 che aveva lo scopo di raccogliere fondi per il reparto di odontoiatria dell’ospedale pediatrico di Kimbondo.

La manifestazione, che ha avuto un grande successo di partecipanti e di sostenitori, si è conclusa, come è tradizione del rugby, con il “terzo tempo”, momento nel quale gli atleti si riuniscono per una cena conviviale. L’occasione ha permesso all’associazione di presentare le proprie iniziative ed il presidente Giancarlo Franzin, ha ringraziato, con  la consegna di doni simbolici, coloro che col loro impegno e con la loro disponibilità hanno contribuito al successo dell’iniziativa.

Grazie ancora a tutti e arrivederci al prossimo anno

 

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Destinazione Kimbondo, insieme come la prima volta

Ennesima missione ennesima emozione. Questa volta amplificata dalla particolare composizione del gruppo. Infatti, pronti ad imbarcarsi per Kimbondo i quattro soci fondatori, insieme come 6 anni fa, quando partirono  per dar vita al progetto Kimbondo…io ci sarò.imbarco 8 maggio Giorgia come 6 anni fa

Il 13 giugno grande festa solidale

Dopo gli appuntamenti di Rugby Solidale che hanno colorato la primavera, una grande festa vi attende sabato 13 giugno allo Stadio di Corviale del Villa Pamphili. Dalle ore 17, adulti e bimbi appassionati del rugby, e giocatori delle squadre, saranno attesi per partecipare a tanti giochi e a un terzo tempo con premiazioni, proiezioni e sorprese.

Per partecipare ai giochi è consigliabile un abbigliamento sportivo. Il costo del biglietto d’entrata è di 25,00 euro a persona, dei quali una parte verrà devoluta a supporto di Giorgia2009 Onlus.

Magliette e palloni da rugby targati Giorgia2009 saranno acquistabili tra i numerosi  gadget a disposizione.

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